UTILIZZO DEL CANALE TELEMATICO PER LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI RICONGIUNZIONE

252L’Inps con il messaggio 3494 del 25 u.s. comunica che in relazione all’evoluzione del processo di telematizzazione dei servizi è ora possibile presentare in via telematica anche le seguenti domande:

1.    domanda di ricongiunzione dalle casse professionali nel Fondo dei lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico (gestioni ex Enpals);
2.   domanda di ricongiunzione nel Fondo dei lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico (gestioni ex Enpals) e nei Fondi speciali Elettrici, Telefonici e Volo;
3.    domanda per il trasferimento nell’assicurazione generale obbligatoria, a titolo oneroso, delle posizioni assicurative dei Fondi speciali Elettrici, Telefonici e Volo.

Il servizio di presentazione delle domande, a cura degli interessati diretti e loro intermediari, è disponibile sul sito internet dell’Istituto INPS al seguente indirizzo: “Prestazioni e servizi”> “Tutti i servizi”> “Ricongiunzione (Cittadino/ Patronati)”.


Come al solito per avere accesso al servizio il richiedente deve essere in possesso del PIN dispositivo di autenticazione, ovvero potrà utilizzare, per l’autenticazione, il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) o la Carta Nazionale dei Servizi (CNS).


Le informazioni circa l’attivazione delle istanze  o della loro consultazione è contenuta nel manuale disponibile nel menù delle funzioni della Home Page dell’applicazione; il manuale è consultabile on line o scaricabile direttamente dal sito.


E’ previsto un periodo transitorio fino al 30 novembre 2018, durante il quale tali domande potranno ancora essere presentate sia attraverso la consueta modalità, in formato.
A decorrere dal 1° dicembre 2018, l’impiego del canale telematico diventerà esclusivo.


L’Inps ricorda che il supporto all’utilizzo del servizio è garantito dal Contact Center Multicanale dell’Istituto, disponibile telefonicamente al numero verde 803.164 (per chi chiama da telefono fisso) o al numero 06164164 (abilitato a ricevere esclusivamente chiamate da telefoni cellulari).
Solo per gli utenti dotati di Pin dispositivo, SPID o CNS, il Contact Center compila l’istanza sulla base delle indicazioni fornite dall’iscritto e la invia all’Istituto per la successiva lavorazione.
 
 
Dott. Michele Regina, CdL in Roma
 
 
 
 

INPGI: CUMULO PENSIONE E REDDITI DA LAVORO ENTRO IL 31 OTTOBRE LA COMUNICAZIONE ALL’ISTITUTO DA PARTE DEGLI INTERESSATI

403339 PCVSC6 269L’Istituto ricorda con nota presente sul sito web del 30 agosto 2018 l’importante scadenza per pensionati ai fini del rispetto della particolare disciplina sul cumulo dei redditi da pensione e lavoro.
 
Infatti, come noto, il giornalista soggetto al cumulo deve trasmettere la dichiarazione dei redditi definitivi all'INPGI, anche in caso di reddito pari a 0.
 
Per l’Istituto le dichiarazioni dei redditi devono pervenire in via presuntiva all'inizio dell'anno nel quale si presume di conseguire redditi, ed in via definitiva entro i termini previsti per la presentazione della dichiarazione dei redditi (mod. 730 o PF ) per lo stesso anno. Tra l’altro l’INPGI può effettuare un controllo dei dati inviati tramite AdE.
 
Pertanto i pensionati titolari di un trattamento pensionistico per il quale vige la particolare normativa sul cumulo tra redditi da pensione e da lavoro devono inviare entro il prossimo 31 ottobre 2018 l’apposita dichiarazione riferita agli importi conseguiti nell’anno 2017 avvalendosi della modulistica messa a disposizione dall’Istituto.
 
Si ricorda brevemente di seguito l’informativa riepilogativa che fornisce  INPG riguardo al cumulo.
 
Per la pensione di vecchiaia: in caso di lavoro dipendente e autonomo totale cumulabilità.
 

Per la pensione di anzianità e vecchiaia donne con abbattimento: in caso di lavoro dipendente e autonomo la cumulabilità’ è fino a Euro 22.168,22; l’eccedenza è decurtabile fino al 50% della pensione.
 
Prepensionamenti legge 416/81: lavoro dipendente e autonomo la cumulabilita' è fino a 22.168,22; l'eccedenza è decurtabile fino al 50% della pensione.
Per la pensione di invalidità abbiamo le due seguenti e distinte situazioni.
 
In caso di lavoro dipendente:
A. di natura giornalistica: totalmente incumulabile e sospensione della pensione.
B. di natura non giornalistica: cumulabilità fino a euro 22.168,22; l'eccedenza è decurtabile fino al 50% della pensione.
 

Lavoro autonomo: cumulabilità' fino a Euro 22.168,22; l'eccedenza è decurtabile fino al 50% della pensione.

Quindi come visto non tutti i pensionati sono tenuti ad assolvere a tale adempimento e per quelli obbligati l’INPGI ha inviato, lo scorso 8 agosto, una comunicazione ai diretti interessati, con il modulo per trasmettere la dichiarazione reddituale. I moduli sono inoltrati all’Istituto per posta, a mezzo fax al numero 0692912211 ovvero tramite mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .
 
 
Dott. Michele Regina, CdL in Roma
 
 
 
 
 
 
 

MESSAGGIO N° 3224 DEL 20 AGOSTO DELL’INPS SULL’ASSOGGETTABILITÀ CONTRIBUTIVA DELL’ELEMENTO PEREQUATIVO AI FINI PENSIONISTICI E DEI TRATTAMENTI DI FINE SERVIZIO A VALLE DEI RECENTI CCNL RINNOVATI NEI SETTORI PUBBLICI.

43Con il messaggio del 30 agosto  in commento l’Istituto al fine di fornire un chiarimento sull’indennità in oggetto  delinea i principi generali in materia di individuazione dell’imponibile pensionistico. Ricorda infatti l’Istituto che il D.lgs. 314/1997 ha introdotto le disposizioni in tema di armonizzazione, razionalizzazione e semplificazione della normativa fiscale e previdenziale concernente i redditi di lavoro dipendente, ispirate al principio della unificazione delle basi imponibili, fiscale e quella previdenziale.
Purtuttavia, come noto, sono previste alcune eccezioni dovute alla diversa natura del prelievo fiscale e contributivo.
Per effetto del Dlgs citato dal 1° gennaio 1998 sono utili ai fini della  pensione gli emolumenti di cui agli articoli 49 e 51 del TUIR.
 

Per queste norme si stabilisce l’onnicomprensività del concetto di reddito di lavoro dipendente relativo a tutti gli emolumenti che il lavoratore riceve in relazione al suo rapporto di lavoro subordinato.
Il c.d. elemento perequativo introdotto dai recenti CCNL dei settori pubblici è pertanto imponibile ai fini pensionistici e concorre, conseguentemente, anche ai fini della determinazione dell’imponibile della Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali  nonché dell’Assicurazione sociale vita. Al fine di fugare dubbi nel messaggio l’Istituto ricorda in rapida rassegna per quali fattispecie specifiche la voce non è computabile.

Per l’aspetto invece dei trattamenti di fine servizio l’emolumento perequativo in questione non concorre alla determinazione della prestazione, né ai fini del TFS (Indennità di buonuscita e Indennità premio di servizio) né ai fini del TFR; pertanto, non rientra nella base imponibile contributiva del fondo ex ENPAS ed ex INADEL.
Tale voce non rileva altresì ai fini della prestazione di TFR perché la base di riferimento del TFR dei pubblici dipendenti è costituita dalle voci contenute nell’articolo 4, comma 1, dell’Accordo quadro del 29 luglio 1999: cioè intero stipendio tabellare, intera indennità integrativa speciale, retribuzione individuale di anzianità, tredicesima mensilità, altri emolumenti considerati utili ai fini della normativa preesistente che disciplina il TFS, nonché da ulteriori voci retributive inserite dalla contrattazione collettiva di comparto.
 
 
 
Dott. Michele Regina, CdL in Roma.
 
 
 
 
 

CIRCOLARE CONGIUNTA LAVORO ANPAL SU CITTADINI RICHIEDENTI/TITOLARI DI PROTEZIONE INTERNAZIONALE

366918 PAZIO1 496La Circolare ANPAL- Ministero del lavoro del 27 agosto, prot.10569, e pubblicata il 28 sui siti istituzionali degli Enti precisa che per i richiedenti/titolari di protezione internazionale, ospitati nei centri e nelle strutture di accoglienza ( che possono svolgere attività lavorativa decorsi 60 giorni dalla presentazione della domanda di asilo), il centro o la struttura di accoglienza rappresentano luogo di dimora abituale ai fini dell'iscrizione anagrafica.
A riguardo la Circolare fa una breve ricognizione normativa.
 
I cittadini extraUE, regolarmente soggiornanti e titolari di un permesso di soggiorno che consente l’esercizio di un’attività lavorativa, godono di parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori italiani e comunitari.

La Circolare ricorda  anche che i lavoratori stranieri, titolari di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato, che hanno perso il lavoro, anche per dimissioni, possono dichiarare lo stato di disoccupazione, fruendo dei servizi dei Centri per l’impiego.

Il requisito della residenza, di cui all’art. 11, comma 1, lett. c) del D.lgs. 150/2015, ha fatto sorgere per gli operatori problemi applicativi per la fattispecie in cui la richiesta di accesso ai servizi e alle misure di politica attiva del lavoro viene formulata da un richiedente protezione internazionale e che sia ospitato in un centro di accoglienza. E’ stato evidenziato infatti il paradosso per cui ai cittadini richiedenti protezione internazionale, seppur legittimati a svolgere attività lavorativa trascorsi sessanta giorni dalla presentazione della domanda di asilo, risultava preclusa l’iscrizione ai CPI per l’assenza di iscrizione anagrafica. Sul tema – si ricorda - è intervenuta l’ ANPAL con nota del 23 maggio 2018, con la quale ha evidenziato che in considerazione del carattere di lex specialis che il d.lgs. 142/2015 assume con riferimento a questa specifica categoria di soggetti vulnerabili, “il requisito della residenza anagrafica per l’accesso ai servizi e alle misure di politica attiva del lavoro erogati dai Centri per l’impiego– previsto dall’articolo 11 del D.Lgs. 150/2015 – per i richiedenti/titolari protezione internazionale è soddisfatto dal luogo di dimora abituale”. Aderendo alla disciplina speciale prevista per tale categoria vulnerabile, INPS ha comunicato, con il Messaggio n. 3151 del 28 luglio 2017, di avere provveduto ad aggiornare l’applicativo Uniemens per accogliere i flussi individuali trasmessi con codice fiscale numerico provvisorio. In tal modo i datori di lavori possono trasmettere le denunce individuali direttamente con il codice fiscale numerico provvisorio assegnato ai richiedenti protezione internazionale. Con tale novità si tende a consentire a tale tipologia di cittadini stranieri di svolgere attività lavorativa e di accedere ad altre misure di politica attiva del lavoro, quali per esempio i tirocini formativi.
 
 
Dott. Michele Regina, CdL in Roma
 
 

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